Milano tra identità e trasformazione
Dal 22 al 28 settembre 2026, Milano torna al centro della moda internazionale con la Fashion Week dedicata alle collezioni Primavera/Estate 2027.
Il calendario attraversa sette giornate di sfilate, presentazioni ed eventi, in un momento in cui il settore luxury si confronta con consumatori più selettivi e con la necessità di rendere nuovamente evidente il valore del prodotto.
Prada riparte dalla gonna
Per la Primavera/Estate 2027, Miuccia Prada e Raf Simons hanno costruito una parte importante della collezione Prada intorno a uno degli elementi più essenziali del guardaroba femminile: la gonna.
Mini, al ginocchio, plissettata o ricamata, diventa uno strumento per esplorare differenti idee di femminilità senza affidarsi necessariamente alla spettacolarità.
Fonte: RunwayMagazine
In una stagione nella quale il lusso deve tornare a giustificare il proprio valore, Prada mostra come l’innovazione possa nascere anche dalla reinterpretazione di un capo familiare, attraverso proporzioni, materiali e costruzioni differenti.
Fendi tra sensualità e movimento
Da Fendi, Maria Grazia Chiuri porta in primo piano il rapporto tra corpo e abito attraverso lingerie visibile, trasparenze, pizzi, frange e costruzioni leggere.
La sfilata si è svolta all’interno di una struttura specchiante ispirata all’opera di Luciano Fabro, moltiplicando i riflessi delle modelle e trasformando lo spazio in parte dell’esperienza.
Fonte: Elle
Accanto alle silhouette più sensuali compaiono dettagli metallici, geometrie, leopardato e una nuova interpretazione della Baguette, ridotta fino a dimensioni estremamente compatte.
Un modo per aggiornare un’icona senza cancellarne immediatamente l’identità.
Marni e il valore della continuità
Anche Marni lavora sul tema dell’identità.
Alla sua seconda collezione per la Maison, Meryll Rogge evita una rivoluzione completa e sceglie invece di lavorare sui codici esistenti, conservandone alcuni e introducendone di nuovi.
Il risultato mantiene l’eccentricità che distingue il marchio, ma la porta verso un linguaggio più contemporaneo.
È un approccio significativo in un momento in cui, dopo numerosi cambi di direzione creativa nel settore, la riconoscibilità torna a essere un patrimonio da proteggere.
Il Made in Italy tra mano e tecnologia
Il rapporto tra tradizione e futuro è stato protagonista anche di Vogue World: Milano, ospitato il 22 settembre nella Galleria Vittorio Emanuele II.
L’evento ha raccontato la moda italiana attraverso artigianato, tailoring, industria e tecnologia, coinvolgendo Maison storiche e nuove generazioni.
Fonte: IlPost.it
Artigiani legati a realtà come Bulgari, Borsalino, Fratelli Rossetti, Kiton e Zegna hanno partecipato alla narrazione, riportando l’attenzione su ciò che spesso rimane dietro l’immagine finale della moda: competenze, lavorazioni e conoscenza dei materiali.
Milano cerca nuove identità
La Fashion Week 2026 suggerisce così una direzione precisa: meno ricerca di un’unica estetica dominante e maggiore attenzione all’identità delle singole Maison.
Prada ripensa un archetipo del guardaroba, Fendi lavora su corpo e movimento, Marni difende la propria eccentricità, mentre Vogue World riporta l’artigianalità al centro del racconto.
In una fase in cui il lusso deve nuovamente spiegare perché un prodotto meriti di essere desiderato, Milano sembra ricordare che non basta essere riconoscibili.
Occorre soprattutto rendere riconoscibile il valore di ciò che si crea.
Fonte: FashionNetWork









