Virtual Try-On e AR Luxury: la boutique entra nello schermo

Provare gioielli, orologi, occhiali e accessori in realtà aumentata trasforma lo shopping online in un’esperienza più personale

Per molto tempo acquistare un oggetto importante online significava rinunciare a una parte essenziale dell’esperienza: provarlo.

Una fotografia poteva raccontare la forma di un orologio, il colore di una borsa o il design di una montatura, ma non mostrare davvero come quell’oggetto sarebbe apparso una volta indossato.

La realtà aumentata sta cambiando proprio questo passaggio.

Lo smartphone diventa uno specchio digitale nel quale osservare un anello sulla propria mano, un orologio al polso, un paio di occhiali sul volto o le proporzioni di un accessorio.

Nasce così una nuova forma di Virtual Try-On, sempre più presente anche nel mondo luxury.

Fonte: MI Gioielli

Provare prima di entrare in boutique

Alcune maison hanno già integrato strumenti di prova virtuale nei propri canali digitali. Cartier, ad esempio, permette di visualizzare alcuni gioielli e orologi direttamente sul corpo attraverso la fotocamera dello smartphone, mentre Gucci ha sperimentato il Virtual Try-On su diverse categorie di prodotto.

Fonte: Cartier

Il gesto è semplice: si apre la fotocamera, si seleziona il modello e il prodotto compare sullo schermo seguendo i movimenti del corpo.

Fonte: Indulge

Non sostituisce la sensazione di indossare davvero un orologio o di osservare una pietra alla luce naturale. Ma consente di farsi un’idea molto più concreta prima ancora di entrare in boutique.

Dalla fotografia all’esperienza

Anche le borse e gli accessori stanno diventando più facili da esplorare online grazie a visualizzazioni 3D e realtà aumentata.

Le proporzioni, spesso difficili da comprendere attraverso una semplice fotografia, diventano più immediate. Una borsa può apparire perfetta sullo schermo, ma soltanto vedendola accanto alla propria figura si capisce se è discreta, importante, compatta oppure volutamente oversize.

Il digitale smette così di essere una semplice vetrina e diventa uno spazio nel quale iniziare a conoscere il prodotto.

Fonte: Wearfits

Una boutique sempre aperta

Il vero vantaggio della realtà aumentata è forse la libertà.

Un cliente può provare virtualmente un nuovo orologio durante un viaggio, confrontare due montature dalla camera di un hotel o osservare un gioiello sul proprio polso prima di fissare un appuntamento.

Il percorso d’acquisto può quindi iniziare sullo smartphone e continuare qualche giorno dopo davanti a un Client Advisor.

Per le maison significa creare un rapporto con il cliente ancora prima dell’ingresso in boutique. Per chi acquista, invece, significa poter esplorare con maggiore calma e consapevolezza.

Il digitale non sostituisce il rituale

Nel luxury, tecnologia e boutique non devono necessariamente competere.

La prova virtuale difficilmente potrà replicare la morbidezza di una pelle, il peso di un orologio o la brillantezza di un diamante. E probabilmente non dovrebbe nemmeno provarci.

Il suo valore è un altro: permettere di esplorare, confrontare e desiderare prima dell’incontro reale.

La boutique rimane il luogo della materia, del servizio e del rituale. L’AR diventa invece il primo camerino, disponibile ovunque.

Il futuro dello shopping luxury potrebbe quindi non essere interamente digitale né esclusivamente fisico. Sarà uno spazio continuo tra i due mondi, dove la tecnologia scompare e rimane soltanto la sensazione più importante: vedere qualcosa e immaginare, per un momento, che sia già nostro.

Fonte: iPhygital

Virtual Try-On e AR Luxury: la boutique entra nello schermo

Provare gioielli, orologi, occhiali e accessori in realtà aumentata trasforma lo shopping online in un’esperienza più personale

Per molto tempo acquistare un oggetto importante online significava rinunciare a una parte essenziale dell’esperienza: provarlo.

Una fotografia poteva raccontare la forma di un orologio, il colore di una borsa o il design di una montatura, ma non mostrare davvero come quell’oggetto sarebbe apparso una volta indossato.

La realtà aumentata sta cambiando proprio questo passaggio.

Lo smartphone diventa uno specchio digitale nel quale osservare un anello sulla propria mano, un orologio al polso, un paio di occhiali sul volto o le proporzioni di un accessorio.

Nasce così una nuova forma di Virtual Try-On, sempre più presente anche nel mondo luxury.

Fonte: MI Gioielli

Provare prima di entrare in boutique

Alcune maison hanno già integrato strumenti di prova virtuale nei propri canali digitali. Cartier, ad esempio, permette di visualizzare alcuni gioielli e orologi direttamente sul corpo attraverso la fotocamera dello smartphone, mentre Gucci ha sperimentato il Virtual Try-On su diverse categorie di prodotto.

Fonte: Cartier

Il gesto è semplice: si apre la fotocamera, si seleziona il modello e il prodotto compare sullo schermo seguendo i movimenti del corpo.

Fonte: Indulge

Non sostituisce la sensazione di indossare davvero un orologio o di osservare una pietra alla luce naturale. Ma consente di farsi un’idea molto più concreta prima ancora di entrare in boutique.

Dalla fotografia all’esperienza

Anche le borse e gli accessori stanno diventando più facili da esplorare online grazie a visualizzazioni 3D e realtà aumentata.

Le proporzioni, spesso difficili da comprendere attraverso una semplice fotografia, diventano più immediate. Una borsa può apparire perfetta sullo schermo, ma soltanto vedendola accanto alla propria figura si capisce se è discreta, importante, compatta oppure volutamente oversize.

Il digitale smette così di essere una semplice vetrina e diventa uno spazio nel quale iniziare a conoscere il prodotto.

Fonte: Wearfits

Una boutique sempre aperta

Il vero vantaggio della realtà aumentata è forse la libertà.

Un cliente può provare virtualmente un nuovo orologio durante un viaggio, confrontare due montature dalla camera di un hotel o osservare un gioiello sul proprio polso prima di fissare un appuntamento.

Il percorso d’acquisto può quindi iniziare sullo smartphone e continuare qualche giorno dopo davanti a un Client Advisor.

Per le maison significa creare un rapporto con il cliente ancora prima dell’ingresso in boutique. Per chi acquista, invece, significa poter esplorare con maggiore calma e consapevolezza.

Il digitale non sostituisce il rituale

Nel luxury, tecnologia e boutique non devono necessariamente competere.

La prova virtuale difficilmente potrà replicare la morbidezza di una pelle, il peso di un orologio o la brillantezza di un diamante. E probabilmente non dovrebbe nemmeno provarci.

Il suo valore è un altro: permettere di esplorare, confrontare e desiderare prima dell’incontro reale.

La boutique rimane il luogo della materia, del servizio e del rituale. L’AR diventa invece il primo camerino, disponibile ovunque.

Il futuro dello shopping luxury potrebbe quindi non essere interamente digitale né esclusivamente fisico. Sarà uno spazio continuo tra i due mondi, dove la tecnologia scompare e rimane soltanto la sensazione più importante: vedere qualcosa e immaginare, per un momento, che sia già nostro.

Fonte: iPhygital