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Un nuovo brand di lusso da uomo firmato Michele Achille in cui si fondono materie prime naturali, tradizione e ottica no gender

Grazie alle nuove sensibilità e all’attenzione per l’ambiente 

Dall’impresa di sartoria da uomo di famiglia in Puglia, agli studi di architettura per arrivare ad essere l’assistente di un sarto e stilista da uomo molto affermato negli anni ‘80 come Osvaldo Testa. Michele Achille si è formato grazie a tanto studio e lavoro per poi tornare in famiglia a Bari e offrire il proprio apporto all’azienda familiare e seguire così tutte la fasi di produzione non solo quella stilistica ma tutta la catena produttiva. Si aprono per lui i mercati esteri e delle fiere internazionali del settore. I moltissimi viaggi lo portano così in Cina dove imparerà a conoscerne la  cultura, la storia e quindi la  mentalità.

L’influenza cinese

Dal punto di vista professionale l’arrivo ad oriente è stato fondamentale per lo stilista Achille come per la  sua formazione. Arriverà a conoscere profondamente il mercato cinese e orientale, molto diverso da quello europeo grazie anche alla scoperta  di incredibili realtà produttive, modernissime e all’avanguardia. Sembrerebbe un paradosso ma in Cina ha affinato la sua attenzione alla qualità. I cinesi sono molto attenti al prodotto e ci sono aziende che hanno standard produttivi altissimi.

Ritorno e il nuovo brand

Al ritorno definitivo in Italia arrivato da un Paese in cui tutto era in evoluzione Achille si scontra con una realtà statica dove  regna stanchezza e sfiducia da parte degli operatori del settore, demoralizzati dalla pandemia. Il suo ritorno è coinciso quindi con il grande periodo di lockdown da qui la decisione di impiegare questo tempo allo studio dei programmi di grafica e design digitale.

E dunque era il momento di far emergere un nuovo brand e con lui il suo personale concetto di moda senza i condizionamenti che fino ad allora avevano segnato il  percorso professionale ma non quello personale mai condizionato dalle tendenze e dai clichés.

“I miei sono capi di qualità prodotti artigianalmente, dalle linee semplici ma impeccabili nelle vestibilità e interpretati con tessuti esclusivi e pregiati su cui sono applicate stampe che li rendono unici e destinati a durare nel tempo. Capi che non seguono tendenze passeggere ma riflettono la mia personale onda creativa. Ho scelto di proposito di produrre pochi pezzi poiché vorrei che rimanessero esclusivi, e chi li acquista deve averne consapevolezza. L’esclusività è data anche dal fatto che ogni modello è declinato in un unico tessuto e colore.  Se potessi, mi piacerebbe spiegare personalmente a chi acquista un mio capo la sua storia, spiegare perché ho ideato quel tipo di stampa, raccontare la dedizione di chi lo ha tagliato facendo coincidere perfettamente tutte le stampe per ottenere un unico pattern e descrivere le varie fasi produttive che l’artigiano ha impiegato per confezionarlo.”

“È questo che davvero renderebbe l’acquisto non solo sostenibile ma anche consapevole – continua Achille – Mi piace pensare ai miei cappotti stampati come pezzi unici di design e per essere tali la qualità dei tessuti, l’esclusività delle stampe, la confezione artigianale e la produzione limitata sono elementi fondamentali. Come il tempo che possono passare i miei capi negli armadi senza rovinarsi e senza passare di moda. Per una moda lenta.

Artigianalità pugliese

Capi , quelli realizzati da Michele Achille, tutti realizzati nella la Valle d’Itria, in Puglia avvalendosi esclusivamente di piccoli laboratori a conduzione familiare che hanno conservato una tradizione sartoriale, riportandolo indietro alle sue origini.

Clientela di nicchia

Tutto si fonda nella fiducia in una fetta di clientela che cerca una moda al di là delle tendenze e che sia alla ricerca non solo di contenuti stilistici, ma anche del “ben fatto”. Nella piena consapevolezza che questo richiede tempo, e questo tempo si scontra con le logiche sia dei big brand, con le loro numerose collezioni annuali, sia delle super offerte del fast fashion. Per una filosofia che tenga innanzitutto conto della qualità e dell’artigianalità del prodotto rende il lavoro interessante e appassionato e il consumatore attento lo recepisce. 

Al di à dei problemi di comunicazione e dal mancato supporto di chi parla di moda, da chi intercetta nuovi fashion designer e dalle stesse istituzioni. In un mondo urlato si è preferita una comunicazione sussurrata piuttosto che quella urlata con la speranza che ciò che viene fatto con così tanta cura parli per sé più che del brand .

Un nuovo brand di lusso da uomo firmato Michele Achille in cui si fondono materie prime naturali, tradizione e ottica no gender

Grazie alle nuove sensibilità e all’attenzione per l’ambiente 

Dall’impresa di sartoria da uomo di famiglia in Puglia, agli studi di architettura per arrivare ad essere l’assistente di un sarto e stilista da uomo molto affermato negli anni ‘80 come Osvaldo Testa. Michele Achille si è formato grazie a tanto studio e lavoro per poi tornare in famiglia a Bari e offrire il proprio apporto all’azienda familiare e seguire così tutte la fasi di produzione non solo quella stilistica ma tutta la catena produttiva. Si aprono per lui i mercati esteri e delle fiere internazionali del settore. I moltissimi viaggi lo portano così in Cina dove imparerà a conoscerne la  cultura, la storia e quindi la  mentalità.

L’influenza cinese

Dal punto di vista professionale l’arrivo ad oriente è stato fondamentale per lo stilista Achille come per la  sua formazione. Arriverà a conoscere profondamente il mercato cinese e orientale, molto diverso da quello europeo grazie anche alla scoperta  di incredibili realtà produttive, modernissime e all’avanguardia. Sembrerebbe un paradosso ma in Cina ha affinato la sua attenzione alla qualità. I cinesi sono molto attenti al prodotto e ci sono aziende che hanno standard produttivi altissimi.

Ritorno e il nuovo brand

Al ritorno definitivo in Italia arrivato da un Paese in cui tutto era in evoluzione Achille si scontra con una realtà statica dove  regna stanchezza e sfiducia da parte degli operatori del settore, demoralizzati dalla pandemia. Il suo ritorno è coinciso quindi con il grande periodo di lockdown da qui la decisione di impiegare questo tempo allo studio dei programmi di grafica e design digitale.

E dunque era il momento di far emergere un nuovo brand e con lui il suo personale concetto di moda senza i condizionamenti che fino ad allora avevano segnato il  percorso professionale ma non quello personale mai condizionato dalle tendenze e dai clichés.

“I miei sono capi di qualità prodotti artigianalmente, dalle linee semplici ma impeccabili nelle vestibilità e interpretati con tessuti esclusivi e pregiati su cui sono applicate stampe che li rendono unici e destinati a durare nel tempo. Capi che non seguono tendenze passeggere ma riflettono la mia personale onda creativa. Ho scelto di proposito di produrre pochi pezzi poiché vorrei che rimanessero esclusivi, e chi li acquista deve averne consapevolezza. L’esclusività è data anche dal fatto che ogni modello è declinato in un unico tessuto e colore.  Se potessi, mi piacerebbe spiegare personalmente a chi acquista un mio capo la sua storia, spiegare perché ho ideato quel tipo di stampa, raccontare la dedizione di chi lo ha tagliato facendo coincidere perfettamente tutte le stampe per ottenere un unico pattern e descrivere le varie fasi produttive che l’artigiano ha impiegato per confezionarlo.”

“È questo che davvero renderebbe l’acquisto non solo sostenibile ma anche consapevole – continua Achille – Mi piace pensare ai miei cappotti stampati come pezzi unici di design e per essere tali la qualità dei tessuti, l’esclusività delle stampe, la confezione artigianale e la produzione limitata sono elementi fondamentali. Come il tempo che possono passare i miei capi negli armadi senza rovinarsi e senza passare di moda. Per una moda lenta.

Artigianalità pugliese

Capi , quelli realizzati da Michele Achille, tutti realizzati nella la Valle d’Itria, in Puglia avvalendosi esclusivamente di piccoli laboratori a conduzione familiare che hanno conservato una tradizione sartoriale, riportandolo indietro alle sue origini.

Clientela di nicchia

Tutto si fonda nella fiducia in una fetta di clientela che cerca una moda al di là delle tendenze e che sia alla ricerca non solo di contenuti stilistici, ma anche del “ben fatto”. Nella piena consapevolezza che questo richiede tempo, e questo tempo si scontra con le logiche sia dei big brand, con le loro numerose collezioni annuali, sia delle super offerte del fast fashion. Per una filosofia che tenga innanzitutto conto della qualità e dell’artigianalità del prodotto rende il lavoro interessante e appassionato e il consumatore attento lo recepisce. 

Al di à dei problemi di comunicazione e dal mancato supporto di chi parla di moda, da chi intercetta nuovi fashion designer e dalle stesse istituzioni. In un mondo urlato si è preferita una comunicazione sussurrata piuttosto che quella urlata con la speranza che ciò che viene fatto con così tanta cura parli per sé più che del brand .