Di fronte alle montagne svizzere, uno chalet reinventa l’idea stessa della vacanza alpina. Né pastiche folcloristiche, né opulenza dimostrativa: questa seconda casa, progettata da Montalba Architects, incarna una visione contemporanea del rifugio, discreta e scultorea, a immagine del lusso silenzioso che abbraccia.
L’épure et la pierre: uno chalet contemporaneo, rifugio d’anima nelle Alpi svizzere
Pensata per una coppia ginevrina in cerca di equilibrio tra natura e architettura, questa residenza dialoga con l’ambiente circostante. Ispirata ai fienili rurali e alle case annerite dal tempo, riprende i codici vernacolari – listelli di larice, tetto galleggiante – senza mai cedere all’aneddoto regionale. Il legno, qui tinto di nero profondo, diventa scrittura grafica; le aperture, nascoste, avvolgono lo sguardo in un mistero soffuso.
«Abbiamo voluto semplificare qualcosa di complesso», confida David Montalba, fondatore dello studio. Creare un oggetto più che una casa, una presenza minerale sul pendio, tra roccia e cielo.
I volumi geometrici si impilano con grazia, quasi astratti al crepuscolo. Di giorno, la luce penetra attraverso le vetrate panoramiche, cancellando i confini tra interno e paesaggio. Lo sguardo scivola dal parquet in rovere chiaro alle foreste di pini lontane, nello stesso respiro.
Il piano dello chalet è volutamente modesto – 200 m2 – ma generoso nella sua fluidità. Un accogliente salotto, una tranquilla camera da letto, uno studio sottostante e, nel cuore, il camino, punto di ancoraggio della quotidianità e degli inverni miti. Il comfort, qui, si sussurra: legno locale, granito naturale, mobili raffinati, materiali che raccontano senza parlare. L’arte del dettaglio si esprime con moderazione, nella precisione di un divano Ligne Roset o nella tonalità di un soffitto in rovere fumé.
«Mi piace l’idea del silenzio tra le note», suggerisce l’architetto. «Questo spazio sospeso che dà tutta la sua forza alla musica… e all’abitazione.»
All’esterno, il tetto avanza come una visiera, proteggendo le ampie vetrate dal sole, mentre la terrazza sospesa offre un teatro privato sulla valle. Qui l’esperienza è quasi spirituale. Un bagno scolpito nel marmo nero ricorda le viscere della montagna. La spa scavata sul fianco di una collina prolunga questa sensazione di rifugio, di ancoraggio, di intimità minerale.
Tutto, in questa casa, sembra cercare una forma di fusione dolce con il suo ambiente: le linee, le trame, le piantagioni indigene, fino ai sentieri di pietra che si snodano in silenzio intorno all’edificio.
Svizzera di cuore, californiana di anima, Montalba infonde in questo progetto l’essenza di uno stile di vita che cancella le soglie: dentro e fuori, materia e luce, protezione e apertura. Un’arte di vivere senza enfasi, dove ogni dettaglio – anche invisibile – diventa essenziale. Nella quiete sospesa di questo rifugio contemporaneo, riappare qualcosa di essenziale: il lusso di un silenzio, di una montagna, di un istante.









