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The Line: L’ambizioso progetto architettonico dell’Arabia Saudita.

Annunciato più di tre anni fa, il progetto architettonico «The Line», progetto di città intelligente lunga 170km nel deserto sarebbe atteso per il 2030.

Che dire del folle progetto dell’Arabia Saudita annunciato nel 2016 e battezzato «The Line» del piano Saudi Vision 2030? Mentre l’Arabia Saudita cerca di sviluppare la sua economia essenzialmente incentrata sulla produzione di petrolio, The Line aveva l’ambizione di creare una città autonoma di 170km di lunghezza, basata sulle energie rinnovabili e questo in pieno deserto arabo a NEOM, città della provincia di Tabuk, a nord del Mar Rosso.

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Estratti da The Line in Porgess – February 2024.

Fonte: NEOM

Lanciato nel 2021 dal principe Mohammed bin Salman bin Abdulaziz e con il sostegno finanziario del fondo sovrano dell’Arabia Saudita, il progetto sembra rallentare e con ambizioni drasticamente riviste al ribasso. Se l‘apertura rimane annunciata per il 2030, il progetto dal costo esorbitante (nonostante un costo iniziale di 335 miliardi di dollari, alcuni analisti hanno anticipato il costo di 1.500 miliardi di dollari) dovrebbe poter ospitare solo 300.000 persone, contro 1,5 milioni annunciati alla genesi del progetto e solo su un tratto di 2,4 km2.

La causa? Il COVID e l’esplosione dei costi delle materie prime, tanto imprevedibile quanto impattante per questo tipo di progetto. I vari conflitti geopolitici attuali hanno anche un impatto non trascurabile sulla capacità dell’Arabia Saudita di finanziare gli investimenti mostruosi richiesti da un edificio di questa portata. Nonostante tutto, questa linea «specchio» immaginata dallo studio Morphosis Architects (fondata da Thom Mayne, vincitore del premio di architettura Pritzker) comincia a prendere vita, lentamente. 

Infatti, la famiglia reale dell’Arabia Saudita non demorde e il progetto sta uscendo dalla terra. È attraverso diversi video e notizie che il governo comunica lo stato di avanzamento di The Line. Dal punto di vista del design, il progetto sembra conforme ai modelli iniziali: due lunghe barre alte 500 metri (più grandi dell’Empire State Building negli Stati Uniti o dello Shanghai World Financial Center) per una larghezza di circa 200 metri. Inoltre, oltre 3.000 dipendenti di Neom avrebbero già lavorato sul posto e 60.000 lavoratori sarebbero impiegati nei cantieri.

Se le promesse in materia di mobilità erano grandi, gli esperti sono tuttavia scettici, perché molte delle tecnologie promesse per questo progetto (taxi volanti, robot domestici, treni iper veloci…) rimangono almeno da sviluppare, se non addirittura da… inventare. D’altra parte, anche le virtù ecologiche (in particolare una promessa di piena autonomia grazie alle energie rinnovabili) sono messe in dubbio, in quanto gli esperti temono che questa grande struttura speculare possa perturbare gli uccelli migratori tra l’Europa e l’Africa.

Mentre i primi abitanti dovrebbero inizialmente prendere quartiere alla fine del 2024, lo stato di avanzamento dei lavori sembra non lasciare alcun dubbio su un potenziale ritardo a venire. La domanda che rimane riguardo a questa proroga è… di quanto tempo stiamo parlando?

The Line: L’ambizioso progetto architettonico dell’Arabia Saudita.

Annunciato più di tre anni fa, il progetto architettonico «The Line», progetto di città intelligente lunga 170km nel deserto sarebbe atteso per il 2030.

Che dire del folle progetto dell’Arabia Saudita annunciato nel 2016 e battezzato «The Line» del piano Saudi Vision 2030? Mentre l’Arabia Saudita cerca di sviluppare la sua economia essenzialmente incentrata sulla produzione di petrolio, The Line aveva l’ambizione di creare una città autonoma di 170km di lunghezza, basata sulle energie rinnovabili e questo in pieno deserto arabo a NEOM, città della provincia di Tabuk, a nord del Mar Rosso.

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Estratti da The Line in Porgess – February 2024.

Fonte: NEOM

Lanciato nel 2021 dal principe Mohammed bin Salman bin Abdulaziz e con il sostegno finanziario del fondo sovrano dell’Arabia Saudita, il progetto sembra rallentare e con ambizioni drasticamente riviste al ribasso. Se l‘apertura rimane annunciata per il 2030, il progetto dal costo esorbitante (nonostante un costo iniziale di 335 miliardi di dollari, alcuni analisti hanno anticipato il costo di 1.500 miliardi di dollari) dovrebbe poter ospitare solo 300.000 persone, contro 1,5 milioni annunciati alla genesi del progetto e solo su un tratto di 2,4 km2.

La causa? Il COVID e l’esplosione dei costi delle materie prime, tanto imprevedibile quanto impattante per questo tipo di progetto. I vari conflitti geopolitici attuali hanno anche un impatto non trascurabile sulla capacità dell’Arabia Saudita di finanziare gli investimenti mostruosi richiesti da un edificio di questa portata. Nonostante tutto, questa linea «specchio» immaginata dallo studio Morphosis Architects (fondata da Thom Mayne, vincitore del premio di architettura Pritzker) comincia a prendere vita, lentamente. 

Infatti, la famiglia reale dell’Arabia Saudita non demorde e il progetto sta uscendo dalla terra. È attraverso diversi video e notizie che il governo comunica lo stato di avanzamento di The Line. Dal punto di vista del design, il progetto sembra conforme ai modelli iniziali: due lunghe barre alte 500 metri (più grandi dell’Empire State Building negli Stati Uniti o dello Shanghai World Financial Center) per una larghezza di circa 200 metri. Inoltre, oltre 3.000 dipendenti di Neom avrebbero già lavorato sul posto e 60.000 lavoratori sarebbero impiegati nei cantieri.

Se le promesse in materia di mobilità erano grandi, gli esperti sono tuttavia scettici, perché molte delle tecnologie promesse per questo progetto (taxi volanti, robot domestici, treni iper veloci…) rimangono almeno da sviluppare, se non addirittura da… inventare. D’altra parte, anche le virtù ecologiche (in particolare una promessa di piena autonomia grazie alle energie rinnovabili) sono messe in dubbio, in quanto gli esperti temono che questa grande struttura speculare possa perturbare gli uccelli migratori tra l’Europa e l’Africa.

Mentre i primi abitanti dovrebbero inizialmente prendere quartiere alla fine del 2024, lo stato di avanzamento dei lavori sembra non lasciare alcun dubbio su un potenziale ritardo a venire. La domanda che rimane riguardo a questa proroga è… di quanto tempo stiamo parlando?