Tiene duro Ferrari nel 2025. La casa di Maranello inizia l’anno alla grande con una strategia commerciale azzeccata. tanto che tra gennaio e marzo, il costruttore italiano ha registrato una crescita a due cifre, trainata da una domanda sempre sostenuta per i suoi modelli d’eccezione.
Con 3.593 veicoli consegnati nel primo trimestre – un incremento modesto in volume ma significativo in valore -, Ferrari vede il suo fatturato sfiorare gli 1,8 miliardi di euro, mentre l’utile sale del 17%. Questa performance è frutto di un posizionamento affinato. Puntando sull’esclusività, su opzioni di personalizzazione di alta qualità e su un mix di prodotti accuratamente calibrato.
«Tutti gli indicatori sono al verde», commenta Benedetto Vigna, CEO del gruppo, riferendosi a un anno 2025 che si annuncia ricco di novità: sono previsti sei lanci, tra cui l’attesissima 296 Speciale e il notevole ingresso del marchio nel segmento del 100% elettrico con l’Elettrica.
Ma se l‘Europa e l’Asia rimangono pilastri solidi per il cavallino, l’orizzonte si oscura leggermente dalla parte degli Stati Uniti. In questo mercato strategico – che lo scorso anno rappresentava un terzo delle vendite globali -, Ferrari anticipa gli adeguamenti tariffari legati all’introduzione di dazi doganali sui veicoli importati. È già stato annunciato un aumento fino al +10% su alcuni modelli, escluse le serie SF90, Roma e 296.
Una decisione misurata, volta a preservare i margini senza compromettere l’immagine del marchio. Perché in Ferrari, l’equilibrio tra rarità, desiderabilità e redditività rimane un’arte perfettamente padroneggiata.









