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L’artista che ha unito il vintage al pop: Andrew Tosh

Un giovane artista che ha dato  vita ad una nuova corrente d’arte che potremmo chiamare Vintage – Pop. Un naturale prolungamento della Pop Art di Andy Warhol, che già negli anni del boom economico aveva reso centrale il marchio, l’oggetto, che diventa predominante nella società dei consumi. Prodotti popolari americani, appartenenti all’immaginario comune che vengono innalzati ad opera d’arte, una su tutte, per esempio, la zuppa Campbell’s. Applicato ai giorni nostri, si riscopre la bellezza delle immagini delle pubblicità vintage, vere e proprie forme d’arte, non è più il marchio in sé a diventare opera, ma lo splendore delle figure che evocano benessere e ricordi di un’epoca spensierata e florida. Ecco che questi volti diventano evocativi per Tosh, ai quali ridà vita e vigore attraverso i colori e il suo tratto contemporaneo.

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Intervista all’artista pop Andrew Tosh

Di Stefano 15 Maggio 

Andrew cosa ti ha avvicinato per la prima volta alla pittura e quando? Come è nato l’artista Andrew Tosh?

L’amore per l’arte lo ho sempre avuto. Da piccolissimo ho incominciato a fare i miei primi disegni, dopodiché nell’adolescenza mostrando sempre più interesse al mondo dell’Arte mi iscrissi all’istituto d’arte. Lasciata la scuola al terzo anno delle superiori, ho immediatamente approfondito, mi ritengo autodidatta e piano piano è emerso Tosh! 

Ci puoi illustrare il tuo processo creativo? Come nasce una tua opera? Quale è il tuo approccio solitamente? Il tuo stile Pop Art con vene Vintage e tanta fantasia ed ironia nella creazione delle tue opere sembrerebbe un mix di molte culture. Come sei riuscito ad amalgamare tanti fattori insieme rendendo i tuoi lavori subito distinguibili?

Una mia opera nasce davvero in modo casuale, passeggiando, ascoltando, ricordando cose viste o ascoltate. Associo appunto un soggetto/immagine a dei colori volutamente casuali. Probabilmente i miei quadri sono subito distinguibili (per un pittore è una cosa bellissima) perché ho un approccio al vintage molto particolare, poi ultimamente eseguo solo visi con scritte di fumetto, credo sia solo per quello.

 

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Quanto pensi sia importante aggiornarsi, valutare e testare nuovi approcci creativi e tecniche?

Aggiornarsi a nuove tecniche credo sia una cosa fondamentale, soprattutto per una crescita personale. Io per esempio da qualche anno sono leggermente più tecnologico ossia utilizzo il proiettore, cosa da molti non capita ma è un processo super veloce. Per quanto riguarda le tecniche pittoriche sono molto all’antica, classica vernice e pennello.

Può capitare agli artisti di avere dei periodi in cui le idee e le ispirazioni scarseggiano, secondo te a cosa è dovuto e come avviene lo “sblocco”? Utilizzi, se ti è capitato, qualche tecnica particolare per riavvicinarti alla tua arte?

Il fatto del bloccarsi purtroppo a me capita molto spesso. Ma ho la fortuna che quando mi riprendo produco tantissimo. Lo sblocco avviene come per magia non sto scherzando proprio di punto in bianco. Per quanto riguarda le idee ne ho infinite. 

 

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I social network e il web in generale hanno, fortunatamente, restituito una maggiore visibilità all’arte moderna. Da artista che rapporto hai con la Rete?

Purtroppo viviamo in una società dove si è quasi obbligati ad avere i social, ancor di più se sei artista. Io ho un approccio drammatico, mi pesa da morire seguire i miei profili social e sinceramente sono molto dispiaciuto che ora come ora sia quasi l’unico modo concreto per farsi vedere.

Sei molto giovane ma hai già un bagaglio di esperienza importante e continui a consolidarlo. Quale consigli daresti ad un artista che vuole fare della sua arte un mestiere?

Il mio consiglio è solo quello di restare calmi, aver pazienza e cercare di essere sempre pronti a mettersi al posto giusto; ma purtroppo devo ancora capire anche io come si fa! E soprattutto di fare cose belle e con amore.

Per avere più informazioni 

 

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L’artista che ha unito il vintage al pop: Andrew Tosh

Un giovane artista che ha dato  vita ad una nuova corrente d’arte che potremmo chiamare Vintage – Pop. Un naturale prolungamento della Pop Art di Andy Warhol, che già negli anni del boom economico aveva reso centrale il marchio, l’oggetto, che diventa predominante nella società dei consumi. Prodotti popolari americani, appartenenti all’immaginario comune che vengono innalzati ad opera d’arte, una su tutte, per esempio, la zuppa Campbell’s. Applicato ai giorni nostri, si riscopre la bellezza delle immagini delle pubblicità vintage, vere e proprie forme d’arte, non è più il marchio in sé a diventare opera, ma lo splendore delle figure che evocano benessere e ricordi di un’epoca spensierata e florida. Ecco che questi volti diventano evocativi per Tosh, ai quali ridà vita e vigore attraverso i colori e il suo tratto contemporaneo.

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Di Stefano 15 Maggio 

Andrew cosa ti ha avvicinato per la prima volta alla pittura e quando? Come è nato l’artista Andrew Tosh?

L’amore per l’arte lo ho sempre avuto. Da piccolissimo ho incominciato a fare i miei primi disegni, dopodiché nell’adolescenza mostrando sempre più interesse al mondo dell’Arte mi iscrissi all’istituto d’arte. Lasciata la scuola al terzo anno delle superiori, ho immediatamente approfondito, mi ritengo autodidatta e piano piano è emerso Tosh! 

Ci puoi illustrare il tuo processo creativo? Come nasce una tua opera? Quale è il tuo approccio solitamente? Il tuo stile Pop Art con vene Vintage e tanta fantasia ed ironia nella creazione delle tue opere sembrerebbe un mix di molte culture. Come sei riuscito ad amalgamare tanti fattori insieme rendendo i tuoi lavori subito distinguibili?

Una mia opera nasce davvero in modo casuale, passeggiando, ascoltando, ricordando cose viste o ascoltate. Associo appunto un soggetto/immagine a dei colori volutamente casuali. Probabilmente i miei quadri sono subito distinguibili (per un pittore è una cosa bellissima) perché ho un approccio al vintage molto particolare, poi ultimamente eseguo solo visi con scritte di fumetto, credo sia solo per quello.

 

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Quanto pensi sia importante aggiornarsi, valutare e testare nuovi approcci creativi e tecniche?

Aggiornarsi a nuove tecniche credo sia una cosa fondamentale, soprattutto per una crescita personale. Io per esempio da qualche anno sono leggermente più tecnologico ossia utilizzo il proiettore, cosa da molti non capita ma è un processo super veloce. Per quanto riguarda le tecniche pittoriche sono molto all’antica, classica vernice e pennello.

Può capitare agli artisti di avere dei periodi in cui le idee e le ispirazioni scarseggiano, secondo te a cosa è dovuto e come avviene lo “sblocco”? Utilizzi, se ti è capitato, qualche tecnica particolare per riavvicinarti alla tua arte?

Il fatto del bloccarsi purtroppo a me capita molto spesso. Ma ho la fortuna che quando mi riprendo produco tantissimo. Lo sblocco avviene come per magia non sto scherzando proprio di punto in bianco. Per quanto riguarda le idee ne ho infinite. 

 

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Purtroppo viviamo in una società dove si è quasi obbligati ad avere i social, ancor di più se sei artista. Io ho un approccio drammatico, mi pesa da morire seguire i miei profili social e sinceramente sono molto dispiaciuto che ora come ora sia quasi l’unico modo concreto per farsi vedere.

Sei molto giovane ma hai già un bagaglio di esperienza importante e continui a consolidarlo. Quale consigli daresti ad un artista che vuole fare della sua arte un mestiere?

Il mio consiglio è solo quello di restare calmi, aver pazienza e cercare di essere sempre pronti a mettersi al posto giusto; ma purtroppo devo ancora capire anche io come si fa! E soprattutto di fare cose belle e con amore.

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