CHI SIAMO

Search
Close this search box.

L’arca di Pathé

Ha finalmente aperto al pubblico a Parigi la nuova sede, opera di Renzo Piano, della fondazione che conserva il patrimonio della storica casa di produzione cinematografica francese.

Si trova al 73 avenue des Gobelins il nuovo tempio del cinema muto firmato da Renzo Piano.
L’architetto genovese, che compirà 77 anni nei prossimi giorni, ha realizzato per la nuova sede della Fondation Jérome Seydoux-Pathé, un suggestivo guscio di vetro traslucido che si incastra con discrezione tra i tetti della capitale.

Lo hanno paragonato ad un armadillo, ad una balena, chi ad una mongolfiera che atterra su Parigi, Piano preferisce descriverlo come «un’arca di Noè pronta a salpare con il suo tesoro». Nei suoi 2.200 metri quadrati, l’edificio conserverà i ricchi archivi della storica casa di produzione cinematografica Pathé fondata nel 1896 dai fratelli Emile e Charles Pathé. «L’edificio si inserisce in una dimensione di longevità, di durata. Strappa i documenti al tempo che corre per dar loro un luogo sicuro e consegnarli al tempo», ha osservato Renzo Piano parlando alla stampa, in occasione dell’inaugurazione della Fondazione, il 5 settembre scorso. «La sua forma strana, ha spiegato, è stata dettata dalla necessità. Lo spazio a disposizione era molto stretto. I limiti fisici sono stati enormi. Ma non sono mancati anche limiti umani. Mentre lavori, ci sono centinaia di occhi che osservano e si chiedono che cosa stai combinando sotto le loro finestre. Il costruttore deve sempre saper mescolare aspetti pragmatici e culturali».
Piano è intervenuto sui luoghi dove prima c’era il Théâtre des Gobelins, trasformato in cinema e definitivamente chiuso nel 2003. I locali del teatro sono stati demoliti. È stata conservata invece la facciata neoclassica del 1869 scolpita da Auguste Rodin. Dietro la quale Piano ha costruito una struttura trasparente, simile a una serra, con l’immenso guscio di vetro, acciaio e legno, estremamente scenografico visto dall’alto, e piacevole all’interno perché lascia entrare la luce naturale, la struttura si vede solo in parte dalla strada: «È un edificio che si nasconde un po’, ma non per timidezza, e non certo per umiltà. Direi piuttosto per riservatezza, per rispetto. É affettuoso, si accoccola sulla città. Non è invisibile, dice Renzo Piano, ma non si esibisce».

Oltre agli archivi della Pathé, la nuova sede della Fondation Jérôme Seydoux-Pathé ospita uffici, spazi espositivi e un cinema da 70 posti per la proiezioni di film muti. Al primo piano è già allestita la mostra di una collezione di circa 200 cineprese storiche commercializzate dalla Pathé dal 1897 in poi. Al quarto e quinto piano è stato allestito un centro di ricerca e documentazione.

L’arca di Pathé

Ha finalmente aperto al pubblico a Parigi la nuova sede, opera di Renzo Piano, della fondazione che conserva il patrimonio della storica casa di produzione cinematografica francese.

Si trova al 73 avenue des Gobelins il nuovo tempio del cinema muto firmato da Renzo Piano.
L’architetto genovese, che compirà 77 anni nei prossimi giorni, ha realizzato per la nuova sede della Fondation Jérome Seydoux-Pathé, un suggestivo guscio di vetro traslucido che si incastra con discrezione tra i tetti della capitale.

Lo hanno paragonato ad un armadillo, ad una balena, chi ad una mongolfiera che atterra su Parigi, Piano preferisce descriverlo come «un’arca di Noè pronta a salpare con il suo tesoro». Nei suoi 2.200 metri quadrati, l’edificio conserverà i ricchi archivi della storica casa di produzione cinematografica Pathé fondata nel 1896 dai fratelli Emile e Charles Pathé. «L’edificio si inserisce in una dimensione di longevità, di durata. Strappa i documenti al tempo che corre per dar loro un luogo sicuro e consegnarli al tempo», ha osservato Renzo Piano parlando alla stampa, in occasione dell’inaugurazione della Fondazione, il 5 settembre scorso. «La sua forma strana, ha spiegato, è stata dettata dalla necessità. Lo spazio a disposizione era molto stretto. I limiti fisici sono stati enormi. Ma non sono mancati anche limiti umani. Mentre lavori, ci sono centinaia di occhi che osservano e si chiedono che cosa stai combinando sotto le loro finestre. Il costruttore deve sempre saper mescolare aspetti pragmatici e culturali».
Piano è intervenuto sui luoghi dove prima c’era il Théâtre des Gobelins, trasformato in cinema e definitivamente chiuso nel 2003. I locali del teatro sono stati demoliti. È stata conservata invece la facciata neoclassica del 1869 scolpita da Auguste Rodin. Dietro la quale Piano ha costruito una struttura trasparente, simile a una serra, con l’immenso guscio di vetro, acciaio e legno, estremamente scenografico visto dall’alto, e piacevole all’interno perché lascia entrare la luce naturale, la struttura si vede solo in parte dalla strada: «È un edificio che si nasconde un po’, ma non per timidezza, e non certo per umiltà. Direi piuttosto per riservatezza, per rispetto. É affettuoso, si accoccola sulla città. Non è invisibile, dice Renzo Piano, ma non si esibisce».

Oltre agli archivi della Pathé, la nuova sede della Fondation Jérôme Seydoux-Pathé ospita uffici, spazi espositivi e un cinema da 70 posti per la proiezioni di film muti. Al primo piano è già allestita la mostra di una collezione di circa 200 cineprese storiche commercializzate dalla Pathé dal 1897 in poi. Al quarto e quinto piano è stato allestito un centro di ricerca e documentazione.