E se l’orizzonte non fosse più un limite ma una destinazione? All’incrocio tra l’immaginario retrofuturista e l’alta ingegneria europea, si sta scrivendo un nuovo capitolo nella storia della mobilità. La società slovacca Klein Vision si appresta a commercializzare, già nel primo trimestre del 2026, un veicolo che fino ad ora era stato considerato riservato alle pagine di un romanzo Jules Verne: un’auto che vola. Il suo nome? AirCar.
La prima
Presentata come la prima auto volante certificata dagli anni ’50, l’AirCar è il frutto di un lungo e paziente lavoro. Dietro questo progetto audace: Stefan Klein, ingegnere visionario che dedica la sua carriera alla conquista di un cielo personale, e Anton Zajac, suo partner da quasi dieci anni. Insieme, hanno progettato cinque generazioni di prototipi dal 1989, per arrivare a questa versione che ora sembra pronta a lasciare le piste di prova per raggiungere la quotidianità dei viaggiatori.
L’AirCar non è un gadget.
È una macchina ibrida, sia automobilistica che aeronautica, dotata di un motore d’aereo firmato Adept, di comandi assistiti digitalmente (FADEC), e di un cockpit ampliato che offre prestazioni aumentate. A piena capacità, l’aereo promette un’autonomia di 1.000 chilometri in volo e quasi 800 chilometri su strada. Per quanto riguarda l’estetica, si sviluppa con le ali pieghevoli che si aprono come una promessa all’aria aperta.
Modello premiato
Il modello finale, che pesa circa 200 kg in meno rispetto al prototipo iniziale, è attualmente in fase di certificazione presso l’EASA (Agenzia europea per la sicurezza aerea). Il via libera è attesa dopo 50 ore di volo con il nuovo modello – l’ultimo passo prima del lancio sul mercato europeo, poi nordamericano e asiatico. La tariffa prevista oscilla tra 800.000 e 1 milione di dollari.
Il mondo dell’aviazione tradizionale osserva ancora questo progetto con una prudenza educata. Durante il prestigioso gala Living Legends of Aviation a Beverly Hills, AirCar ha ricevuto un premio per l’eccellenza in ingegneria. Presenti sul palco, Morgan Freeman e John Travolta hanno apprezzato la prodezza, anche se l’attore vincitore dell’Oscar si è mostrato inizialmente dubbioso. Una reazione che Zajac spazza via con un sorriso: “Basta venire a vedere volare l’AirCar con i suoi occhi.”
Un sogno che diventa realtà
Perché al di là dell’innovazione tecnica, è un certo immaginario collettivo che prende il volo. Quello delle città collegate per via aerea, dei tragitti senza scalo tra casa e destinazione, senza il vincolo dei terminal aeroportuali. “L’AirCar non è solo una prodezza, è una liberazione” afferma Stefan Klein. “Un sogno antico che finalmente prende forma.”
Mentre il cielo si appresta ad accogliere i suoi primi veicoli personali, emerge una certezza: il futuro non è più solo guidare. Sta decollando.”









