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Enormi e preziosissimi: ecco alcuni diamanti più celebri del mondo

The Blue Hope – Diamante blu da 45.52 carati, prende il nome (che significa “speranza”) dal suo proprietario, Henry Thomas Hope. Anche se in realtà è associato a eventi sfortunati.

Si ritiene che sia una parte del famoso diamante “Blue Tavernier”, portato in Europa dall’India nel 1642. Il Blue Hope fu acquistato da re Luigi XIV di Francia, che lo fece ridurre da 112 a 67,5 carati per esaltarne la brillantezza.

Il diamante, poi, fu rubato durante la Rivoluzione Francese, e un diamante più piccolo dello stesso colore venne acquistato nel 1830 da Hope, un banchiere inglese. Dopo averlo comprato, però, Hope perse il suo patrimonio. Dopodiché, il diamante passò alla signora McLean, vedova americana, che dopo l’acquisto perse il suo unico figlio, il suo patrimonio e alla fine si suicidò. Harry Winston comprò poi la gemma nel 1949, ma molti clienti si rifiutarono di acquistarla. E ora, giace allo Smithosonian Institute di Washington.

The Beau Sancy – 35 carati, a forma di pera, è stato venduto a un’asta a Ginevra per 9,7 milioni di dollari. Le sue prime tracce risalgono al 1570, quando venne comprato a Costantinopoli da Nicolas de Harlay, Signore di Sancy. Fu poi comprato da Enrico IV di Francia per la moglie Maria de Medici nel 1604. Passò poi a re Guglielmo d’Olanda, poi a Guglielmo III d’Inghilterra e poi a Federico I di Prussia.

The Centenary – Di ben 273.85 carati, venne scoperto alla miniera Premier Mine, in Sudafrica, nel luglio 1986, e ricavato da una pietra grezza di 599,10 carati. Con il suo team, il maestro tagliatore Gabi Tolkowsky impiegò quasi tre anni per ridurlo. Ha 247 sfaccettature, il suo valore non è stato mai reso ufficiale, ma quando venne esposto alla Torre di Londra venne assicurato per 100 milioni di dollari

The Idol’s eye – 70,20 carati, il diamante fu probabilmente trovato a Golconda, in India, nel 1600, dove pare fosse collocato in un’antica statua come occhio. Dopo varie vicissitudini nell’ambito dell’Impero Ottomano, se ne recuperarono le tracce nel 1946, quando Harry Winston lo comprò da un mercante olandese. Nel 1947 la pietra fu venduta alla signora May Bonfils Stanton, figlia di Frederick G. Bonfils, editore del Denver Post. Dopo la sua morte, nel 1962, venne messo all’asta. Nel 1967 lo comprò il gioielliere di Chicago, Harry Levinson, che lo prestò alla De Beers ‘per una mostra a Johannesburg. Passò poi a Laurence Graff, gioielliere di Londra, che lo mise all’asta.

Koh-i- noor – Ovale, 105,60 carati, è parte dei gioielli della corona britannica. Il suo nome significa “montagna di luce” e la sua storia inizia nel 1304, anno che lo rende il più antico di tutti i diamanti. Fu sottratto ai Rajahs di Malwa nel sedicesimo secolo dal Mogul Sultano Babur e rimase in possesso della dinastia. Dopo la fine dell’impero persiano si spostò in India, poi in Afghanistan con una guardia del corpo di Nadir Shah, che scappò con la pietra quando questi venne ucciso, per poi offrirlo aRanjit Singh del Punjab in cambio di aiuto militare. Dopo la guerra fra i Sikh e i britannici, la Compagnia delle Indie Orientali lo reclamò come indennità e lo donò alla regina Vittoria nel 1850, che inizialmente lo indossò come spilla. Fu poi inserito nella “State Crown”, indossato l’ultima volta dalla regina Elisabetta II per la sua incoronazione. E’ custodito nella Torre di Londra

Millennium star – 203,04 carati, di colore D, fu scoperto nello Zaire, oggi Repubblica Democratica del Congo, nel 1990 in un deposito alluvionale. Fu acquistato da De Beers durante la guerra civile che sconvolse il Paese negli anni 90 e i tagliatori della Steinmetz Diamond Group impiegarono tre anni per dargli la sua forma. Presentato ufficialmente a Londra nel 200o per celebrare il nuovo millennio, la gemma fa parte della collezione “Limited Edition Millennium Diamonds” di De Beers che comprende 11 diamanti blu di eccezionale valore,

“The Pumpkin diamond” – Di 5,54 carati, fu trovato nella Repubblica centrale Africana e portato poi in Sudafrica, dove venne comprato da Harry Winston per 1,3 milioni di dollari. Si chiama così perché venne acquistato il giorno prima di Halloween. Halle Berry lo ha indossato nel 2002 alla cerimonia degli Oscar, dove vinse come migliore attrice. Il prossimo mese sarà messo all’asta a Ginevra da Christie’s, dove si ritiene che possa essere battuto per 20 milioni di dollari.

Enormi e preziosissimi: ecco alcuni diamanti più celebri del mondo

The Blue Hope – Diamante blu da 45.52 carati, prende il nome (che significa “speranza”) dal suo proprietario, Henry Thomas Hope. Anche se in realtà è associato a eventi sfortunati.

Si ritiene che sia una parte del famoso diamante “Blue Tavernier”, portato in Europa dall’India nel 1642. Il Blue Hope fu acquistato da re Luigi XIV di Francia, che lo fece ridurre da 112 a 67,5 carati per esaltarne la brillantezza.

Il diamante, poi, fu rubato durante la Rivoluzione Francese, e un diamante più piccolo dello stesso colore venne acquistato nel 1830 da Hope, un banchiere inglese. Dopo averlo comprato, però, Hope perse il suo patrimonio. Dopodiché, il diamante passò alla signora McLean, vedova americana, che dopo l’acquisto perse il suo unico figlio, il suo patrimonio e alla fine si suicidò. Harry Winston comprò poi la gemma nel 1949, ma molti clienti si rifiutarono di acquistarla. E ora, giace allo Smithosonian Institute di Washington.

The Beau Sancy – 35 carati, a forma di pera, è stato venduto a un’asta a Ginevra per 9,7 milioni di dollari. Le sue prime tracce risalgono al 1570, quando venne comprato a Costantinopoli da Nicolas de Harlay, Signore di Sancy. Fu poi comprato da Enrico IV di Francia per la moglie Maria de Medici nel 1604. Passò poi a re Guglielmo d’Olanda, poi a Guglielmo III d’Inghilterra e poi a Federico I di Prussia.

The Centenary – Di ben 273.85 carati, venne scoperto alla miniera Premier Mine, in Sudafrica, nel luglio 1986, e ricavato da una pietra grezza di 599,10 carati. Con il suo team, il maestro tagliatore Gabi Tolkowsky impiegò quasi tre anni per ridurlo. Ha 247 sfaccettature, il suo valore non è stato mai reso ufficiale, ma quando venne esposto alla Torre di Londra venne assicurato per 100 milioni di dollari

The Idol’s eye – 70,20 carati, il diamante fu probabilmente trovato a Golconda, in India, nel 1600, dove pare fosse collocato in un’antica statua come occhio. Dopo varie vicissitudini nell’ambito dell’Impero Ottomano, se ne recuperarono le tracce nel 1946, quando Harry Winston lo comprò da un mercante olandese. Nel 1947 la pietra fu venduta alla signora May Bonfils Stanton, figlia di Frederick G. Bonfils, editore del Denver Post. Dopo la sua morte, nel 1962, venne messo all’asta. Nel 1967 lo comprò il gioielliere di Chicago, Harry Levinson, che lo prestò alla De Beers ‘per una mostra a Johannesburg. Passò poi a Laurence Graff, gioielliere di Londra, che lo mise all’asta.

Koh-i- noor – Ovale, 105,60 carati, è parte dei gioielli della corona britannica. Il suo nome significa “montagna di luce” e la sua storia inizia nel 1304, anno che lo rende il più antico di tutti i diamanti. Fu sottratto ai Rajahs di Malwa nel sedicesimo secolo dal Mogul Sultano Babur e rimase in possesso della dinastia. Dopo la fine dell’impero persiano si spostò in India, poi in Afghanistan con una guardia del corpo di Nadir Shah, che scappò con la pietra quando questi venne ucciso, per poi offrirlo aRanjit Singh del Punjab in cambio di aiuto militare. Dopo la guerra fra i Sikh e i britannici, la Compagnia delle Indie Orientali lo reclamò come indennità e lo donò alla regina Vittoria nel 1850, che inizialmente lo indossò come spilla. Fu poi inserito nella “State Crown”, indossato l’ultima volta dalla regina Elisabetta II per la sua incoronazione. E’ custodito nella Torre di Londra

Millennium star – 203,04 carati, di colore D, fu scoperto nello Zaire, oggi Repubblica Democratica del Congo, nel 1990 in un deposito alluvionale. Fu acquistato da De Beers durante la guerra civile che sconvolse il Paese negli anni 90 e i tagliatori della Steinmetz Diamond Group impiegarono tre anni per dargli la sua forma. Presentato ufficialmente a Londra nel 200o per celebrare il nuovo millennio, la gemma fa parte della collezione “Limited Edition Millennium Diamonds” di De Beers che comprende 11 diamanti blu di eccezionale valore,

“The Pumpkin diamond” – Di 5,54 carati, fu trovato nella Repubblica centrale Africana e portato poi in Sudafrica, dove venne comprato da Harry Winston per 1,3 milioni di dollari. Si chiama così perché venne acquistato il giorno prima di Halloween. Halle Berry lo ha indossato nel 2002 alla cerimonia degli Oscar, dove vinse come migliore attrice. Il prossimo mese sarà messo all’asta a Ginevra da Christie’s, dove si ritiene che possa essere battuto per 20 milioni di dollari.