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Effetto Lionard

Lionard Luxury Real Estate è la creatura di Dimitri Corti finalizzata all’intermediazione e alla vendita di immobili di prestigio collocati nel territorio italiano. A cambiare il mercato immobiliare del lusso è l’approccio unico di Corti. Arrivato da una azienda IT attraverso l’applicazione di modelli statistico-informatici, aiutava le aziende a migliorare i processi di gestione interna, puntando su efficientamento e ottimizzazione dei tempi.

Perché proprio l’extralusso con la specifica ricerca dell’unicità esclusiva, non era presidiato sulla clientela estera?
“Dopo essere passato al campo dell’immobiliare, nel 2007 ho deciso di fare esperienza diretta da cliente nel luxury real estate internazionale. In quel momento anche grazie all’insoddisfazione di un cliente del settore ho realizzato quanto il mercato italiano fosse carente, poco focalizzato sul cliente, mal gestito nelle tempistiche e vissuto quasi esclusivamente secondo dinamiche relazionali”.

“Ed è partito tutto. Volevo creare  una società capace di trattare e fornire un servizio all’altezza di un determinato tipo di investitori. Dopo studi di mercato e ricerche specifiche mi sono reso conto che poteva nascere un business vincente. E così è stato.”

L’informatica al servizio di un mercato immobiliare del lusso

Corti ha utilizzato le sue conoscenze in ambito tecnologico, per innovare completamente il settore. Lionard nasce per rispondere con largo anticipo ai bisogni di una clientela esigente, con un target di richiesta medio nell’ordine dei cinque milioni. “Grazie al mio background informatico –  continua l’imprenditore –  abbiamo impostato ogni aspetto secondo logiche di impresa informatizzata, puntando sull’organizzazione e la digitalizzazione di processi strutturati, sulla trasparenza di gestione degli asset immobiliari e sulla pianificazione delle attività di comunicazione e promozione”.

Caratteristiche che ancora oggi contraddistinguono Lionard Luxury Real Estate. Dal dna tecnologico per il 50% e con servizi di intermediazione immobiliare per clienti di fascia alta e altissima per il restante 50%. Grazie a questa combinazione, la proptech italiana ha raggiunto performance distintive rispetto ai benchmark di settore. “Il bilancio 2022 non è ancora ufficialmente chiuso, ma secondo le proiezioni abbiamo raggiunto un fatturato di quasi 28 milioni di euro, con un ebitda che si attesta intorno al 68%, tra i 18 e i 19 milioni di euro” conferma Corti.

L’elemento distintivo del servizio di intermediazione di Lionard.

Legato alla digitalizzazione dei processi, sia lato buyer che seller, alla targhetizzazione del portfolio clienti e consumers e alla cura del time management con strumenti di monitoraggio delle performance di tutto lo staff. Altro fattore chiave è la presenza strategica sul territorio, con sedi in sei delle più rinomate città italiane: Firenze, Milano, Roma, Napoli, Venezia e Porto Cervo.

Il riconoscimento della Harvard Business School

Un successo che è arrivato ai professori della Harvard Business School e che per questo  è stato incluso tra le pochissime realtà selezionate per il master “Ifc: Italy; Capitalism – Past, Present, and Future”. Strutturato per illustrare e far comprendere i modelli italiani di successo nella competizione capitalistica globale. “Essere considerati una realtà di eccellenza, rappresentativa di un modello strategico-operativo che si proietta con successo nel futuro, è motivo di grande orgoglio. Non solo per la spontaneità del contatto, ma anche perché le altre realtà scelte hanno una profondità storica diversa dalla nostra, oltre che fatturati miliardari. Il riconoscimento del nostro essere unicorni di mercato è motivo di soddisfazione per tutto il team, che dal 2008 ha contributo a raggiungere questo risultato”, aggiunge l’imprenditore che, in tema di futuro, ha le idee chiare.

“I nostri buyer sono internazionali, molto esigenti e amanti dell’Italia. Tra questi è molto attiva una nuova generazione di ricchi sempre più legata al mondo tech e finance. L’intermediazione immobiliare, per gli individui ultra-high-net-worth, dovrà sempre più modellarsi su tre caratteristiche: la capacità di trasmettere una percezione di esclusività e personalizzazione del servizio, la trasparenza nella dinamica di mercato, l’efficienza e la velocità in ogni fase di gestione dei clienti”, conclude Corti. “Già tratti distintivi di Lionard, questi principi saranno potenziati con il consolidamento della cultura aziendale e degli aspetti tecnologici, per offrire un vantaggio competitivo nel mercato di domani, in cui le vendite si realizzeranno sempre più virtualmente, secondo dinamiche last minute, stimolate da leve emozionali”.

Se è vero che l’Italia è esempio di eccellenza nel lusso, Lionard conferma questo primato, rivoluzionando con un impronta tech un settore tendenzialmente tradizionale e conservatore.

Effetto Lionard

Lionard Luxury Real Estate è la creatura di Dimitri Corti finalizzata all’intermediazione e alla vendita di immobili di prestigio collocati nel territorio italiano. A cambiare il mercato immobiliare del lusso è l’approccio unico di Corti. Arrivato da una azienda IT attraverso l’applicazione di modelli statistico-informatici, aiutava le aziende a migliorare i processi di gestione interna, puntando su efficientamento e ottimizzazione dei tempi.

Perché proprio l’extralusso con la specifica ricerca dell’unicità esclusiva, non era presidiato sulla clientela estera?
“Dopo essere passato al campo dell’immobiliare, nel 2007 ho deciso di fare esperienza diretta da cliente nel luxury real estate internazionale. In quel momento anche grazie all’insoddisfazione di un cliente del settore ho realizzato quanto il mercato italiano fosse carente, poco focalizzato sul cliente, mal gestito nelle tempistiche e vissuto quasi esclusivamente secondo dinamiche relazionali”.

“Ed è partito tutto. Volevo creare  una società capace di trattare e fornire un servizio all’altezza di un determinato tipo di investitori. Dopo studi di mercato e ricerche specifiche mi sono reso conto che poteva nascere un business vincente. E così è stato.”

L’informatica al servizio di un mercato immobiliare del lusso

Corti ha utilizzato le sue conoscenze in ambito tecnologico, per innovare completamente il settore. Lionard nasce per rispondere con largo anticipo ai bisogni di una clientela esigente, con un target di richiesta medio nell’ordine dei cinque milioni. “Grazie al mio background informatico –  continua l’imprenditore –  abbiamo impostato ogni aspetto secondo logiche di impresa informatizzata, puntando sull’organizzazione e la digitalizzazione di processi strutturati, sulla trasparenza di gestione degli asset immobiliari e sulla pianificazione delle attività di comunicazione e promozione”.

Caratteristiche che ancora oggi contraddistinguono Lionard Luxury Real Estate. Dal dna tecnologico per il 50% e con servizi di intermediazione immobiliare per clienti di fascia alta e altissima per il restante 50%. Grazie a questa combinazione, la proptech italiana ha raggiunto performance distintive rispetto ai benchmark di settore. “Il bilancio 2022 non è ancora ufficialmente chiuso, ma secondo le proiezioni abbiamo raggiunto un fatturato di quasi 28 milioni di euro, con un ebitda che si attesta intorno al 68%, tra i 18 e i 19 milioni di euro” conferma Corti.

L’elemento distintivo del servizio di intermediazione di Lionard.

Legato alla digitalizzazione dei processi, sia lato buyer che seller, alla targhetizzazione del portfolio clienti e consumers e alla cura del time management con strumenti di monitoraggio delle performance di tutto lo staff. Altro fattore chiave è la presenza strategica sul territorio, con sedi in sei delle più rinomate città italiane: Firenze, Milano, Roma, Napoli, Venezia e Porto Cervo.

Il riconoscimento della Harvard Business School

Un successo che è arrivato ai professori della Harvard Business School e che per questo  è stato incluso tra le pochissime realtà selezionate per il master “Ifc: Italy; Capitalism – Past, Present, and Future”. Strutturato per illustrare e far comprendere i modelli italiani di successo nella competizione capitalistica globale. “Essere considerati una realtà di eccellenza, rappresentativa di un modello strategico-operativo che si proietta con successo nel futuro, è motivo di grande orgoglio. Non solo per la spontaneità del contatto, ma anche perché le altre realtà scelte hanno una profondità storica diversa dalla nostra, oltre che fatturati miliardari. Il riconoscimento del nostro essere unicorni di mercato è motivo di soddisfazione per tutto il team, che dal 2008 ha contributo a raggiungere questo risultato”, aggiunge l’imprenditore che, in tema di futuro, ha le idee chiare.

“I nostri buyer sono internazionali, molto esigenti e amanti dell’Italia. Tra questi è molto attiva una nuova generazione di ricchi sempre più legata al mondo tech e finance. L’intermediazione immobiliare, per gli individui ultra-high-net-worth, dovrà sempre più modellarsi su tre caratteristiche: la capacità di trasmettere una percezione di esclusività e personalizzazione del servizio, la trasparenza nella dinamica di mercato, l’efficienza e la velocità in ogni fase di gestione dei clienti”, conclude Corti. “Già tratti distintivi di Lionard, questi principi saranno potenziati con il consolidamento della cultura aziendale e degli aspetti tecnologici, per offrire un vantaggio competitivo nel mercato di domani, in cui le vendite si realizzeranno sempre più virtualmente, secondo dinamiche last minute, stimolate da leve emozionali”.

Se è vero che l’Italia è esempio di eccellenza nel lusso, Lionard conferma questo primato, rivoluzionando con un impronta tech un settore tendenzialmente tradizionale e conservatore.