Audemars Piguet celebra 150 anni a ritmo con RAYE e Mark Ronson

Nella soffusa cornice dei 180 Studios di Londra, il tempo si è fermato per una notte, vibrando al ritmo di una melodia inedita. Per festeggiare i suoi 150 anni, la maison orologiera Audemars Piguet ha scelto di non guardare indietro, ma di guardare al futuro. Ed è attraverso una collaborazione musicale eccezionale, tra il produttore virtuoso Mark Ronson e la stella nascente RAYE, che questa celebrazione ha preso vita.

Un soffio di musica, un battito del cuore


Sotto le volte industriali trasformate in paesaggi del Brassus, «Suzanne» è stata svelata. Una canzone come un sussurro dal passato, un’ode alla famiglia, alle radici e alle trasmissioni silenziose. Questo pezzo, nato da una rara alchimia creativa, mescola le texture organiche degli strumenti alle pulsazioni digitali, tessendo un filo invisibile tra la precisione orologiera e l’imprevedibilità dell’ispirazione artistica.

Il nome di questa canzone non è un caso. È sorto come un lampo del destino: quello di una figura cara al passato di Ronson, ma anche, senza che lo sapessero prima, quello di Suzanne Audemars – pioniera discreta il cui coraggio contribuì a posare le prime pietre della Maison. Una coincidenza sorprendente che sigilla il titolo di questo pezzo con una forza quasi mistica.

 

© Audemars Piguet

L’incontro degli opposti


In Mark Ronson c’è un’eleganza contenuta, un’arte della sfumatura, che trova in RAYE un perfetto contrappunto. La giovane musicista, icona ai BRIT Awards, porta un’energia impetuosa, una sincerità grezza e vibrante. Insieme, incarnano una rara forma di equilibrio, come un orologio in cui ogni componente trova il suo posto tra tensione e armonia.

Nel documentario Syncing Sounds 150, diretto da Theodor Guelat, scopriamo il dietro le quinte di questa creazione condivisa tra Londra, New York e Los Angeles – una traversata del mondo come una ricerca dell’assoluto. Vediamo due artisti che si ascoltano, si rispondono e finiscono per accordare i loro universi in un unico respiro.

RAYE et Mark Ronson © Audemars Piguet

Questo 12 giugno, gli ospiti di Audemars Piguet non hanno semplicemente assistito a un concerto. Hanno vissuto un’immersione. La serata, pensata come un viaggio sensoriale, ha fatto dell’orologeria un parco giochi per l’immaginario. Dagli archivi di famiglia ai laboratori ricostruiti, da uno speakeasy segreto a una scena illuminata, ogni angolo raccontava una storia. E quando RAYE è apparsa per interpretare «Suzanne», il silenzio che ha preceduto le prime note diceva molto sull’intensità del momento.

Mark Ronson ha preso il suo posto dietro le casse, e la festa è diventata più vivace, più umana. Perché in fondo, questa celebrazione non parlava di orologi, ma di legami invisibili: quelli del tempo, della memoria, della musica.

RAYE © Audemars Piguet

L’anima di una casa

Dalle sue montagne svizzere, Audemars Piguet intreccia dialoghi singolari con il mondo della musica. Dalla collaborazione scientifica con l’EPFL per esaltare i suoni dei suoi orologi al suo impegno a fianco del Montreux Jazz Festival, la Maison si impegna sia ad ascoltare il mondo che a misurarlo.

Il programma APxMusic, nato nel 2019, incarna questa visione: quella di un’orologeria che va oltre il prodotto per diventare piattaforma di espressione, luogo di incontro e di emozione. Scegliendo RAYE come nuova voce di questa avventura, la Manifattura afferma il suo ancoraggio alla sua epoca senza mai negare le sue origini.

RAYE © Audemars Piguet

Con «Suzanne», Audemars Piguet non offre solo un regalo per i suoi 150 anni. Consegna una promessa: quella di continuare ad esplorare, a vibrare, a sognare. A suo modo, discreto ma profondo, la Maison ricorda che il lusso non è nell’oggetto, ma in ciò che fa risuonare in noi.

E quando la musica si spegne, le luci si spengono e il silenzio ritorna, rimane quella sensazione fugace ma preziosa – quella di essere stato testimone di un incontro raro, dove il tempo si accorda con l’emozione.

Audemars Piguet celebra 150 anni a ritmo con RAYE e Mark Ronson

Nella soffusa cornice dei 180 Studios di Londra, il tempo si è fermato per una notte, vibrando al ritmo di una melodia inedita. Per festeggiare i suoi 150 anni, la maison orologiera Audemars Piguet ha scelto di non guardare indietro, ma di guardare al futuro. Ed è attraverso una collaborazione musicale eccezionale, tra il produttore virtuoso Mark Ronson e la stella nascente RAYE, che questa celebrazione ha preso vita.

Un soffio di musica, un battito del cuore


Sotto le volte industriali trasformate in paesaggi del Brassus, «Suzanne» è stata svelata. Una canzone come un sussurro dal passato, un’ode alla famiglia, alle radici e alle trasmissioni silenziose. Questo pezzo, nato da una rara alchimia creativa, mescola le texture organiche degli strumenti alle pulsazioni digitali, tessendo un filo invisibile tra la precisione orologiera e l’imprevedibilità dell’ispirazione artistica.

Il nome di questa canzone non è un caso. È sorto come un lampo del destino: quello di una figura cara al passato di Ronson, ma anche, senza che lo sapessero prima, quello di Suzanne Audemars – pioniera discreta il cui coraggio contribuì a posare le prime pietre della Maison. Una coincidenza sorprendente che sigilla il titolo di questo pezzo con una forza quasi mistica.

 

© Audemars Piguet

L’incontro degli opposti


In Mark Ronson c’è un’eleganza contenuta, un’arte della sfumatura, che trova in RAYE un perfetto contrappunto. La giovane musicista, icona ai BRIT Awards, porta un’energia impetuosa, una sincerità grezza e vibrante. Insieme, incarnano una rara forma di equilibrio, come un orologio in cui ogni componente trova il suo posto tra tensione e armonia.

Nel documentario Syncing Sounds 150, diretto da Theodor Guelat, scopriamo il dietro le quinte di questa creazione condivisa tra Londra, New York e Los Angeles – una traversata del mondo come una ricerca dell’assoluto. Vediamo due artisti che si ascoltano, si rispondono e finiscono per accordare i loro universi in un unico respiro.

RAYE et Mark Ronson © Audemars Piguet

Questo 12 giugno, gli ospiti di Audemars Piguet non hanno semplicemente assistito a un concerto. Hanno vissuto un’immersione. La serata, pensata come un viaggio sensoriale, ha fatto dell’orologeria un parco giochi per l’immaginario. Dagli archivi di famiglia ai laboratori ricostruiti, da uno speakeasy segreto a una scena illuminata, ogni angolo raccontava una storia. E quando RAYE è apparsa per interpretare «Suzanne», il silenzio che ha preceduto le prime note diceva molto sull’intensità del momento.

Mark Ronson ha preso il suo posto dietro le casse, e la festa è diventata più vivace, più umana. Perché in fondo, questa celebrazione non parlava di orologi, ma di legami invisibili: quelli del tempo, della memoria, della musica.

RAYE © Audemars Piguet

L’anima di una casa

Dalle sue montagne svizzere, Audemars Piguet intreccia dialoghi singolari con il mondo della musica. Dalla collaborazione scientifica con l’EPFL per esaltare i suoni dei suoi orologi al suo impegno a fianco del Montreux Jazz Festival, la Maison si impegna sia ad ascoltare il mondo che a misurarlo.

Il programma APxMusic, nato nel 2019, incarna questa visione: quella di un’orologeria che va oltre il prodotto per diventare piattaforma di espressione, luogo di incontro e di emozione. Scegliendo RAYE come nuova voce di questa avventura, la Manifattura afferma il suo ancoraggio alla sua epoca senza mai negare le sue origini.

RAYE © Audemars Piguet

Con «Suzanne», Audemars Piguet non offre solo un regalo per i suoi 150 anni. Consegna una promessa: quella di continuare ad esplorare, a vibrare, a sognare. A suo modo, discreto ma profondo, la Maison ricorda che il lusso non è nell’oggetto, ma in ciò che fa risuonare in noi.

E quando la musica si spegne, le luci si spengono e il silenzio ritorna, rimane quella sensazione fugace ma preziosa – quella di essere stato testimone di un incontro raro, dove il tempo si accorda con l’emozione.