Art Basel x Zegna: una grande alleanza tra lusso, cultura e impegno artistico

Sulle cime bianche di Art Basel, dove l’arte non si limita ad esistere ma si eleva, Zegna entra in scena con la discrezione delle case sicure della loro bellezza. Né ostentazione, né apparenza: una semplice continuità, quasi organica, tra l’eleganza dell’abbigliamento e l’impegno artistico. Un dialogo che dura da più di un secolo.

© Zegna

La maison italiana, sinonimo di savoir-faire maschile e di raffinatezza sobria, sigilla una partnership mondiale e pluriennale con Art Basel, uno dei principali snodi della creazione contemporanea. Presente a Basilea, Miami Beach, Parigi e Hong Kong, Zegna non si limita ad installarvi i suoi colori: vi prolunga una storia segreta, fatta di gesti artistici, di paesaggi scolpiti, di convinzioni intime.

Fu negli anni ’20 che Ermenegildo Zegna, fondatore visionario, immaginò a Trivero, nelle Alpi italiane, un’utopia industriale in cui l’arte e la natura sarebbero i silenziosi compagni del tessile. Commissiona quindi ad artisti locali – tra cui Ettore Pistoletto Olivero, padre di Michelangelo – affreschi, fontane e sculture per arricchire la regione e la sua fabbrica.

L’Oasi Zegna diventa allora un territorio di cultura viva, ben prima che la parola diventasse una strategia.

Questo soffio, la casa non ha mai smesso di mantenerlo. Da Daniel Buren a Kiki Smith, da William Kentridge a Mimmo Jodice, ha intessuto nei suoi negozi e nella sua sede milanese un arazzo di opere scelte non per la loro celebrità, ma per la loro capacità di tradurre l’anima di Zegna. L’arte, qui, non è un decoro. È un linguaggio.

Woolen, The Reinstated Apple, 2007 Michelangelo Pistoletto © Leo Torri

Oggi, questa partnership con Art Basel permette a questa filosofia di entrare in luce. Visible, il progetto faro di questa alleanza, nasce dalla collaborazione tra Fondazione Zegna e Cittadellarte – Fondazione Pistoletto. Si basa su un modello innovativo di borse di studio, destinato a sostenere artisti e collettivi impegnati in questioni sociali, ambientali e comunitarie. Un’iniziativa che acquista ulteriore forza con l’arrivo di Vincenzo De Bellis, direttore delle Fiere e delle Piattaforme espositive di Art Basel, in seno al comitato direttivo.

Dare Avere, 2016, William Kentridge, Young Kendal © Courtesy Galleria Lia Rumma

«Vediamo l’arte non come un abbellimento, ma come un agente di cambiamento», afferma Gildo Zegna, presidente e amministratore delegato del gruppo. Una convinzione espressa senza slogan, senza clamore, ma portata da gesti perenni. La prima cerimonia dei «Visible Situated Fellowships» si terrà a Basilea nel giugno 2025, celebrando in particolare Michelangelo Pistoletto, la cui eredità familiare si intreccia con quella della casa.

Nel momento in cui il lusso cerca significato, Zegna sceglie la via silenziosa e feconda della cultura. Non è un rebranding: è una rivelazione. Un modo di raccontare una storia già in corso da un secolo. Un modo raro, e forse più prezioso che mai, di far dialogare la mano dell’artigiano, il gesto dell’artista, e la coscienza del mondo.

Art Basel x Zegna: una grande alleanza tra lusso, cultura e impegno artistico

Sulle cime bianche di Art Basel, dove l’arte non si limita ad esistere ma si eleva, Zegna entra in scena con la discrezione delle case sicure della loro bellezza. Né ostentazione, né apparenza: una semplice continuità, quasi organica, tra l’eleganza dell’abbigliamento e l’impegno artistico. Un dialogo che dura da più di un secolo.

© Zegna

La maison italiana, sinonimo di savoir-faire maschile e di raffinatezza sobria, sigilla una partnership mondiale e pluriennale con Art Basel, uno dei principali snodi della creazione contemporanea. Presente a Basilea, Miami Beach, Parigi e Hong Kong, Zegna non si limita ad installarvi i suoi colori: vi prolunga una storia segreta, fatta di gesti artistici, di paesaggi scolpiti, di convinzioni intime.

Fu negli anni ’20 che Ermenegildo Zegna, fondatore visionario, immaginò a Trivero, nelle Alpi italiane, un’utopia industriale in cui l’arte e la natura sarebbero i silenziosi compagni del tessile. Commissiona quindi ad artisti locali – tra cui Ettore Pistoletto Olivero, padre di Michelangelo – affreschi, fontane e sculture per arricchire la regione e la sua fabbrica.

L’Oasi Zegna diventa allora un territorio di cultura viva, ben prima che la parola diventasse una strategia.

Questo soffio, la casa non ha mai smesso di mantenerlo. Da Daniel Buren a Kiki Smith, da William Kentridge a Mimmo Jodice, ha intessuto nei suoi negozi e nella sua sede milanese un arazzo di opere scelte non per la loro celebrità, ma per la loro capacità di tradurre l’anima di Zegna. L’arte, qui, non è un decoro. È un linguaggio.

Woolen, The Reinstated Apple, 2007 Michelangelo Pistoletto © Leo Torri

Oggi, questa partnership con Art Basel permette a questa filosofia di entrare in luce. Visible, il progetto faro di questa alleanza, nasce dalla collaborazione tra Fondazione Zegna e Cittadellarte – Fondazione Pistoletto. Si basa su un modello innovativo di borse di studio, destinato a sostenere artisti e collettivi impegnati in questioni sociali, ambientali e comunitarie. Un’iniziativa che acquista ulteriore forza con l’arrivo di Vincenzo De Bellis, direttore delle Fiere e delle Piattaforme espositive di Art Basel, in seno al comitato direttivo.

Dare Avere, 2016, William Kentridge, Young Kendal © Courtesy Galleria Lia Rumma

«Vediamo l’arte non come un abbellimento, ma come un agente di cambiamento», afferma Gildo Zegna, presidente e amministratore delegato del gruppo. Una convinzione espressa senza slogan, senza clamore, ma portata da gesti perenni. La prima cerimonia dei «Visible Situated Fellowships» si terrà a Basilea nel giugno 2025, celebrando in particolare Michelangelo Pistoletto, la cui eredità familiare si intreccia con quella della casa.

Nel momento in cui il lusso cerca significato, Zegna sceglie la via silenziosa e feconda della cultura. Non è un rebranding: è una rivelazione. Un modo di raccontare una storia già in corso da un secolo. Un modo raro, e forse più prezioso che mai, di far dialogare la mano dell’artigiano, il gesto dell’artista, e la coscienza del mondo.